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Tra i ricordi della mia infanzia, uno in particolare è quello che ha segnato il percorso della mia vita. Una grande passione dei miei genitori era quella di ascoltare musica, soprattutto quella classica, da Ravel ad Albinoni, da Mascagni a Puccini. Spesso la domenica mi divertivo con mio padre davanti al vecchio giradischi, facendogli cambiare disco appena ne faceva suonare uno. Quando lui e mia madre andavano a lavoro, trascorrevo i miei pomeriggi a metter su quei dischi e iniziavo a viaggiare nella musica, improvvisando movimenti danzati. La tragedia fu quando mia madre non riusciva a capire come mai il pavimento della sala fosse rigato ogni volta che l’avesse appena lucidato. Le dissi la verità e fu costretta ad iscrivermi alla scuola di danza che per puro caso un’ insegnante rumena aprì vicino casa. Ruxandra Nicolescu era proprio una vera ballerina, lì davanti ai miei occhi che rimanevano estasiati ed increduli a tale bellezza.

Dopo qualche anno mi ritrovai al Teatro Petruzzelli di Bari con un grande maestro, Momcilo Boroijevic che, vedendo in me i requisiti per diventare una ballerina professionista, mi consigliò di provare ad entrare in una grande accademia di danza. Pensai mi prendesse in giro.
Il mio primo ingresso all’Accademia Coreografica di Mosca fu un sogno che si realizzò con il superamento dell’esame d’ammissione per vincere una borsa di studio. L’amore e la dedizione ricevuti da quegli straordinari maestri mi convinsero ancor più a perfezionare l’arte della danza. Dopo tre anni mi diplomai ed ebbi la mia prima scrittura nel corpo di ballo di uno dei più grandi teatri russi, lo Stanislavski-Nemirovic-Dancenco, dove iniziai a danzare anche ruoli da solista.

Tornata in Italia, entrai al Teatro Alla Scala di Milano per perfezionarmi. In diverse compagnie e teatri mi sono esibita come prima ballerina al fianco di famosi nomi del balletto, partecipando anche a galà e festival internazionali.
Oggi lavoro spesso con registi dell’opera come Pier’Alli, Graham Vick, Franco Zeffirelli, Keita Asari, Liliana Cavani, in diversi teatri, tra cui La Scala.
Insomma, ho danzato tanto e ovunque possa ancora realizzare il mio sogno, mi ritrovo in quella stessa, unica e reale motivazione che mi accomuna ai grandi artisti con cui lavoro o che posso apprezzare anche aldiquà del palcoscenico : sentire e trasmettere le emozioni più vere, interpretando personaggi e indossando costumi diversi. La musica, la danza, il canto, il teatro sono il palcoscenico della vita e chiunque non abbia ancora avuto la possibilità di salirci può farlo anche in una serata tra amici, magari a suon di chitarra, lasciandosi trasportare dalle proprie emozioni.

Il mio intento è quello di far riaccendere proprio quelle emozioni attraverso le mie creazioni, cercando di mettere in evidenza il carattere dei personaggi e dei costumi che riproduco sulle bambole con un tocco di personalità.

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